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Attività DIY

Creare una storia con due ambientazioni su un foglio piegato

📅 3 Novembre 2026✍️ di Redazione⏱️ 4 min di lettura

Per creare una storia con due ambientazioni su un foglio piegato, basta assegnare un luogo al foglio chiuso e un altro al foglio aperto. Il punto decisivo è dare un motivo al passaggio: quando si apre la piega, il protagonista deve scoprire qualcosa, attraversare una soglia o vedere lo stesso luogo trasformato. Così il gesto di aprire il foglio diventa parte del racconto, anziché servire soltanto a mostrare un secondo disegno.

Preparare il foglio e scegliere i due luoghi

Servono un foglio, una matita e materiali per colorare. Piegate il foglio a metà come un biglietto: la facciata esterna sarà la prima scena, mentre le due facciate interne formeranno la seconda. Prima di disegnare, aprite e richiudete il foglio per individuare i bordi e la linea centrale. In questo modo i bambini possono decidere dove lasciare spazio al personaggio e dove collocare gli elementi più importanti.

Le due ambientazioni funzionano meglio se hanno un legame riconoscibile. Una stanza può nascondere un giardino immaginario dietro la porta; una spiaggia di giorno può diventare la stessa spiaggia durante una tempesta; un sentiero può condurre dall’esterno di una grotta al suo interno. Per iniziare, scegliete una coppia di luoghi che il bambino sappia distinguere con pochi dettagli. Non occorre riempire tutta la pagina: una finestra, un albero o un oggetto ricorrente possono bastare a far capire dove ci si trova.

Prima di passare al disegno definitivo, provate a completare a voce tre frasi: «All’inizio il personaggio è…», «Quando apre o attraversa…», «Nel nuovo luogo trova…». Se la terza frase non cambia nulla rispetto alla prima, cercate un piccolo evento: un oggetto smarrito che ricompare, un rumore da seguire o qualcuno da aiutare. È questo evento a tenere insieme le due scene.

Usare la piega per raccontare il passaggio

Sulla facciata esterna disegnate il primo luogo e una situazione che susciti una domanda. Per esempio, un bambino vede una luce filtrare da sotto la porta della sua camera. All’interno del foglio disegnate ciò che appare aprendola: un giardino notturno in cui la luce proviene da minuscole lanterne. Il lettore guarda prima la scena chiusa e poi apre il foglio per ottenere la risposta. L’esempio è solo uno spunto: il protagonista e i luoghi possono essere inventati dai bambini.

Per rendere chiaro il movimento, ripetete un indizio nelle due ambientazioni. La porta disegnata fuori può diventare l’ingresso visibile all’interno; uno zaino rosso può restare accanto al protagonista in entrambe le scene. Questo elemento comune aiuta a capire che la storia prosegue, anche se lo sfondo cambia completamente. Evitate invece di mettere sulla piega un volto, una parola o l’unico indizio indispensabile: una volta aperto il foglio, potrebbero risultare difficili da leggere.

Il testo può essere brevissimo. Sulla copertina basta una frase che avvii l’azione, come «Da dove arriva quella luce?». All’interno, una frase può spiegare la scoperta e un’altra mostrare la reazione del protagonista. Chi non scrive ancora può dettare le battute a un adulto oppure raccontare la storia indicando i disegni. L’obiettivo non è produrre molte parole, ma fare in modo che immagini, apertura del foglio e racconto dicano la stessa cosa.

Verificare se la storia si capisce e adattare l’attività

Quando il foglio è pronto, fatelo provare a qualcuno che non ha partecipato alla creazione. Mostrate prima la parte esterna, chiedete che cosa pensa possa succedere e lasciate che apra il foglio. Se non riconosce il protagonista o non capisce come sia arrivato nel secondo luogo, aggiungete un indizio visivo o una breve frase. Se invece indovina ogni dettaglio prima di aprire, potete conservare qualche sorpresa per la scena interna.

Con i bambini più piccoli conviene scegliere due luoghi molto diversi e concentrarsi su un solo personaggio e un solo evento. Chi desidera una sfida maggiore può rappresentare lo stesso luogo in due momenti diversi, mantenendo alcuni elementi fissi per rendere visibile la trasformazione. In entrambi i casi, lasciate che sia il bambino a decidere che cosa accade: l’adulto può aiutare a piegare il foglio o a chiarire la sequenza, senza sostituirsi alle sue idee.

Se la storia sembra confusa, non è necessario rifare tutto. Spesso è sufficiente spostare una frase, rendere più evidente la soglia fra i luoghi o ripetere un dettaglio nella seconda scena. Richiudere e riaprire il foglio durante la revisione permette di controllare il racconto nell’ordine in cui lo vedrà chi legge.

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