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Fumetto a staffetta: ogni bambino disegna una vignetta senza sapere come finirà la storia

📅 18 Settembre 2026✍️ di Redazione⏱️ 3 min di lettura

Il bello di un fumetto a staffetta è che nessuno possiede la storia intera. Ciascun bambino riceve quello che esiste fino a quel momento, aggiunge una sola vignetta e poi passa il foglio. Il finale non viene deciso all’inizio: nasce dalle scelte accumulate lungo il percorso.

Prepara una striscia con abbastanza spazio

Puoi usare un foglio diviso in sei o otto riquadri, oppure singole schede da mettere in fila. Non servono personaggi famosi: è meglio inventare protagonisti originali, così il gioco non dipende da tavole o immagini protette da copyright. Per partire basta una situazione molto semplice: un personaggio trova una chiave, sente un rumore, perde un oggetto o riceve un messaggio.

La regola principale: continuare, non ricominciare

Ogni partecipante deve accettare almeno un elemento lasciato dalla vignetta precedente. Se compare una porta chiusa, la vignetta successiva non può far finta che la porta non sia mai esistita; può però aprirla, ignorarla con una ragione visibile oppure trasformarla in un nuovo problema. Questo piccolo vincolo impedisce che il fumetto diventi una serie di disegni scollegati.

Nessuno scrive il finale in anticipo

Il gioco cambia se un partecipante cerca di imporre da subito come dovrà terminare la storia. Una regola utile è quindi vietare il “finale segreto”: ognuno decide soltanto ciò che accade nella propria vignetta. L’ultimo bambino riceve la responsabilità di chiudere il filo rimasto aperto, ma può farlo anche con un finale ironico o sospeso.

Parole poche, immagini leggibili

ReadWriteThink usa mappe di personaggio, ambientazione, conflitto e risoluzione per aiutare a organizzare gli elementi narrativi. In una staffetta non serve trasformare il gioco in una lezione: basta ricordare che ogni vignetta dovrebbe far capire almeno chi sta agendo, dove si trova e che cosa cambia rispetto a prima. Se servono tre paragrafi di spiegazione fuori dal riquadro, probabilmente l’immagine non sta ancora raccontando abbastanza.

Una variante: una sola frase per vignetta

Per evitare nuvole di testo, si può stabilire che ogni riquadro contenga al massimo una battuta o una didascalia. Questo costringe a scegliere quale informazione mostrare con il disegno e quale affidare alle parole. Non è una regola universale del fumetto: è semplicemente un vincolo di gioco che rende la staffetta più rapida.

Come gestire una svolta che sembra impossibile

Se un bambino introduce un elemento inatteso — per esempio un mostro, una navicella o un animale parlante — il successivo non deve cancellarlo. Può però reinterpretarlo: il mostro era un costume, la navicella è un giocattolo, l’animale parla soltanto nei sogni del protagonista. La continuità diventa così parte della sfida creativa.

Alla fine si legge tutto senza correggere

Quando l’ultima vignetta è pronta, mettete la sequenza in ordine e leggetela così com’è. Prima di modificare qualcosa, osservate dove la storia cambia direzione e quali dettagli sono stati ripresi da più persone. In un secondo momento, se si vuole, si può creare una “versione due” scegliendo insieme le transizioni da rendere più chiare.

Un focus diverso dalle altre storie collettive

Su questo sito abbiamo già parlato di storie collettive a fumetti e turno di parola. Qui il centro del gioco è diverso: nessuno conosce il finale e ogni vignetta deve raccogliere una conseguenza di quella precedente. Non serve assegnare ruoli fissi né promettere benefici cognitivi: è un esercizio narrativo aperto e originale.

Fonti: ReadWriteThink, Conflict Map; ReadWriteThink, Literary Elements Map. Le regole della staffetta descritte nell’articolo sono una proposta editoriale originale.

Foto: Shixart1985 / Wikimedia Commons, CC BY 2.0. Immagine ridimensionata e convertita in WebP per la copertina.

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