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Inventare un mondo con 5 oggetti di casa: il gioco creativo che fa nascere ambientazioni imprevedibili

📅 18 Settembre 2026✍️ di Redazione⏱️ 3 min di lettura

Un cucchiaio, una chiave, un calzino, una scatola e una molletta non sembrano avere molto in comune. È proprio questo il punto. Quando cinque oggetti ordinari vengono messi sul tavolo e bisogna farli vivere nello stesso mondo, il bambino non parte dal vuoto: ha già cinque vincoli concreti da trasformare in idee.

Il gioco parte da cinque oggetti sicuri e molto diversi

Scegliete insieme cinque cose semplici che possano essere maneggiate senza rischio e che non abbiano tutte la stessa funzione. A New Direction propone attività di storytelling basate su una scatola di oggetti — chiavi, mappe, conchiglie, piccoli gadget — chiedendo ai bambini da dove possano venire, a chi appartengano e in che modo potrebbero essere usati dentro una storia.

Non serve scegliere oggetti “fantastici”. Un oggetto comune è interessante proprio perché può essere reinterpretato: una molletta può diventare il becco di una creatura, un cucchiaio un remo, una scatola una casa o una navicella.

Prima inventa il luogo, poi assegna i ruoli

Disponete i cinque oggetti e fate una sola domanda: “In che tipo di posto potrebbero esistere tutti insieme?”. Non chiedete subito una trama completa. Può nascere una città minuscola, un’isola, una base spaziale, un laboratorio, una foresta o un mercato immaginario.

Quando il luogo è deciso, ogni oggetto riceve un ruolo. Uno può essere indispensabile per entrare, uno può nascondere un messaggio, uno può causare un problema, uno può aiutare a risolverlo e uno può appartenere a un personaggio.

Le domande funzionano meglio delle correzioni

A New Direction suggerisce domande aperte: da dove arriva l’oggetto, chi lo possiede, a cosa potrebbe servire. L’adulto non deve scegliere l’idea “più logica”, ma aiutare a collegare le risposte. Se una chiave apre una nuvola e una tazza è il casco di un esploratore, la domanda utile è “come fanno queste due cose a stare nella stessa storia?”.

Una regola evita che un oggetto venga dimenticato

La storia è completa soltanto quando tutti e cinque gli oggetti hanno avuto una funzione, anche piccola. Non devono comparire nello stesso momento. Uno può essere introdotto all’inizio, due nel problema centrale e gli ultimi nella soluzione. La regola costringe a fare collegamenti senza imporre una trama prestabilita.

Tre modi per giocare

  • A voce: a turno ogni partecipante aggiunge una frase e deve usare almeno uno degli oggetti.
  • Con un foglio: si disegna la mappa del mondo e si decide dove si trova ogni oggetto.
  • Come fumetto: si dividono gli eventi in quattro o sei vignette e si mostra come gli oggetti cambiano funzione durante la storia.

Se il bambino si blocca, cambia una relazione

Non aggiungere subito un sesto oggetto. Prova invece a cambiare il rapporto tra quelli già scelti: e se la chiave non aprisse una porta ma servisse a spegnere il sole? E se il calzino fosse una bandiera? E se la scatola fosse troppo piccola all’esterno ma enorme dentro? Il gioco sta nel riutilizzare ciò che c’è.

La storia può essere assurda, ma deve potersi raccontare

Non serve cercare realismo. Serve una sequenza comprensibile: dove siamo, chi c’è, che cosa succede, quale oggetto cambia la situazione e come finisce. Words for Life del National Literacy Trust ricorda che inventare storie e usare oggetti nelle attività narrative sostiene conversazione e immaginazione. Qui l’obiettivo non è valutare il bambino, ma offrirgli appigli concreti per creare.

Fonti: A New Direction, Story Telling with Objects; Words for Life, Bring stories to life.

Foto: www.Pixel.la Free Stock Photos / Wikimedia Commons, CC0 1.0. Immagine usata come copertina editoriale; eventuale ridimensionamento non altera il soggetto.

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