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Protagonista e antagonista: come spiegarli con esempi semplici

📅 29 Ottobre 2026✍️ di Redazione⏱️ 3 min di lettura

Il protagonista è il personaggio di cui seguiamo soprattutto la storia: desidera qualcosa e prova a ottenerlo. L’antagonista è chi si oppone a quel desiderio o rende più difficile raggiungerlo. Per spiegarli a un bambino basta chiedere: «Chi stiamo seguendo?» e «Chi gli mette i bastoni tra le ruote?». L’antagonista, però, non deve per forza essere cattivo: può avere un obiettivo diverso da quello del protagonista.

Riconoscerli con domande semplici

Immaginiamo una bambina che vuole costruire un castello di sabbia prima che finisca la giornata. Se la storia racconta i suoi tentativi, lei è la protagonista. Un altro bambino vuole usare lo stesso secchiello e non intende prestarlo: in questa storia può essere l’antagonista. Nessuno dei due deve comportarsi da «cattivo». Vogliono cose diverse e questo contrasto fa nascere una vicenda.

Per capire i ruoli, non basta cercare il personaggio più simpatico o quello che compare per primo. Conviene partire dall’obiettivo: che cosa vuole ottenere il personaggio che seguiamo? Poi si osserva chi ostacola i suoi tentativi. Se la risposta è chiara, protagonista e antagonista diventano più facili da riconoscere anche quando entrambi hanno buone ragioni.

Un esempio vicino ai fumetti è questo: una giovane esploratrice vuole riportare a casa una mappa perduta, mentre un collezionista vuole conservarla per sé. L’esploratrice è la protagonista se il racconto segue il suo viaggio; il collezionista è l’antagonista perché agisce contro il suo obiettivo. Possiamo raccontare la stessa situazione dal punto di vista del collezionista: cambierebbe il personaggio che seguiamo e, con lui, il modo di guardare il contrasto.

Un’attività per inventare i due personaggi

Per provarci insieme servono un foglio e una matita. Un adulto o un bambino disegna due figure molto semplici, anche solo con pochi tratti, e sceglie un oggetto: una chiave, un aquilone o una scatola misteriosa. Poi completa tre frasi: «Il primo personaggio vuole…», «Il secondo personaggio vuole…», «Il problema nasce perché…». Le risposte possono essere brevi; l’importante è che i due desideri non possano realizzarsi subito nello stesso modo.

Per esempio: Nila vuole aprire la scatola per scoprire a chi appartiene; Teo vuole tenerla chiusa perché teme di perdere ciò che contiene. Se raccontiamo i tentativi di Nila, lei è la protagonista e Teo svolge il ruolo di antagonista. Ora si può aggiungere una sola scena: Nila chiede la scatola, Teo rifiuta e ciascuno spiega perché. In pochi passaggi i bambini vedono che il contrasto non nasce soltanto da un litigio, ma da due motivazioni.

Per completare l’attività, chiedete: «Che cosa potrebbe fare Nila senza costringere Teo?» e «Che cosa farebbe cambiare idea a Teo?». Si possono disegnare due finali, uno in cui trovano un accordo e uno in cui il problema resta aperto. Il ruolo di antagonista non obbliga il personaggio a perdere né impedisce ai due di collaborare alla fine: descrive la sua funzione nel contrasto della storia.

Quando l’ostacolo non è un cattivo

Nei racconti per bambini è utile distinguere l’antagonista dall’ostacolo. Se un personaggio vuole arrivare al rifugio e una pioggia improvvisa lo ferma, la pioggia crea il problema, ma non è una persona con un desiderio contrario al suo. Se invece un compagno nasconde il sentiero perché vuole arrivare per primo, quel compagno può essere l’antagonista. Questa distinzione aiuta a non chiamare «cattivo» qualsiasi cosa renda difficile un’impresa.

Durante una lettura condivisa, si può fare una pausa prima della soluzione e chiedere ai bambini che cosa vuole ciascun personaggio. Se la risposta è solo «uno è buono e l’altro è cattivo», invitateli a cercare un indizio nelle azioni o nelle parole di entrambi. Capire i loro obiettivi rende la storia più interessante e offre un punto di partenza concreto per inventarne una nuova.

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