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Attività DIY

Creare una mappa del mondo immaginario di un personaggio

📅 2 Novembre 2026✍️ di Redazione⏱️ 4 min di lettura

Per creare una mappa del mondo immaginario di un personaggio, parti da ciò che il personaggio desidera, teme o fa ogni giorno: saranno queste caratteristiche a suggerire i luoghi da disegnare. Non serve conoscere la cartografia né riempire tutto il foglio. Bastano una casa o un punto di partenza, una meta e alcuni ostacoli lungo il percorso. Se l’attività nasce da un personaggio di un fumetto o di una storia amata dai bambini, usalo come spunto per inventare un mondo nuovo, senza copiare mappe, ambientazioni o disegni originali.

Inventare i luoghi a partire dal personaggio

Prima di prendere le matite, chiedi al bambino di descrivere il protagonista con tre parole. Un personaggio curioso, per esempio, potrebbe abitare vicino a un osservatorio, attraversare una foresta di domande e voler raggiungere un’isola ancora inesplorata. Uno prudente potrebbe invece cercare sentieri riparati e luoghi in cui fermarsi a chiedere aiuto. In questo modo ogni elemento della mappa racconta qualcosa, anziché essere una decorazione scelta a caso.

Per avviare l’attività, proponi poche domande concrete: dove si sente al sicuro? Dove vuole arrivare? Che cosa gli impedisce di farlo? Chi potrebbe aiutarlo lungo la strada? Le risposte possono diventare luoghi, come il Giardino delle Riparazioni o il Ponte dei Sussurri. Se il bambino è piccolo, può rispondere a voce mentre un adulto annota i nomi; se è più grande, può scrivere una breve descrizione accanto a ciascuna idea.

È utile scegliere anche una regola del mondo inventato. La pioggia potrebbe far comparire nuovi sentieri, oppure le montagne potrebbero spostarsi di notte. Una sola regola chiara offre occasioni per immaginare un’avventura senza rendere la mappa difficile da capire. Il bambino può decidere se disegnare l’intero mondo, una regione o soltanto il quartiere del protagonista: la scala della storia conta più della grandezza del territorio.

Disegnare una mappa che si possa seguire

Metti a disposizione un foglio, una matita, una gomma e qualche colore. Segna prima il punto di partenza e la meta, lasciando spazio fra i due. Aggiungi poi due o tre tappe intermedie collegate da strade, fiumi, ponti o passaggi segreti. Solo dopo conviene inserire paesaggi e dettagli: partire dalle decorazioni rischia di lasciare poco spazio al percorso che il personaggio dovrà compiere.

Per renderla leggibile, assegna a ogni luogo importante un nome breve e un segno riconoscibile. Una torre può avere una sagoma alta, un bosco un gruppo di alberi, un porto una piccola barca. I nomi non devono coprire i tracciati: se lo spazio è poco, si possono usare simboli numerati e spiegare il loro significato in una legenda a lato. Una freccia che indica il nord è facoltativa; è più importante che chi guarda capisca da dove parte il personaggio e quali strade può scegliere.

Il colore può aiutare a distinguere le funzioni dei luoghi, senza diventare un codice complicato. Per esempio, si possono evidenziare in un colore i posti sicuri e in un altro le zone da attraversare con cautela. Accanto al colore, però, lascia anche un simbolo o una parola: così la mappa resta comprensibile se viene fotocopiata in bianco e nero o osservata da chi distingue con difficoltà alcune tonalità.

Usare il percorso per raccontare e verificare la mappa

Quando il disegno è pronto, chiedi al bambino di accompagnare il personaggio dalla partenza alla meta, indicando ogni tappa con un dito. Che cosa succede al ponte? Perché sceglie la strada lunga invece della scorciatoia? Le risposte possono diventare un racconto orale, una breve didascalia o nuove piccole modifiche alla mappa. È un modo per verificare se i luoghi hanno una funzione nella storia, non soltanto un bel nome.

Un controllo semplice è far leggere la mappa a un’altra persona senza spiegarla prima. Se non trova la partenza, confonde due sentieri o non capisce un simbolo, il bambino può aggiungere un’etichetta, allargare uno spazio o completare la legenda. Non occorre correggere la fantasia per renderla realistica: una montagna galleggiante può restare dov’è. L’obiettivo è che le regole inventate e il percorso siano chiari a chi entra per la prima volta in quel mondo.

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