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Creare una storia con tre personaggi pescati a caso

📅 29 Ottobre 2026✍️ di Redazione⏱️ 4 min di lettura

Per creare una storia con tre personaggi pescati a caso bastano tre biglietti e una domanda: «Che cosa potrebbe succedere se si incontrassero?». Il sorteggio dà il via al gioco, ma la storia nasce quando i personaggi hanno un motivo per agire insieme, aiutarsi o essere in disaccordo. Non serve che siano simili: le differenze spesso suggeriscono le idee più divertenti.

Preparate i personaggi da pescare

Scrivete su piccoli fogli nomi di personaggi facili da immaginare e metteteli in una ciotola. Possono esserci persone, animali parlanti o figure fantastiche: una bibliotecaria, un drago timido, una volpe esploratrice. Se giocate con bambini piccoli, un disegno accanto al nome permette anche a chi non legge ancora di partecipare. Piegate i fogli nello stesso modo, mescolateli e pescatene tre senza sceglierli.

Per avere combinazioni sorprendenti, preparate personaggi con caratteristiche diverse, senza descriverli già nei minimi dettagli. «Un inventore» lascia spazio a molte possibilità; «un inventore che ha costruito una macchina per trovare calzini perduti» suggerisce invece una direzione precisa. Entrambi funzionano, purché resti qualcosa da inventare durante il gioco. Chi preferisce disegnare può creare tre carte sul momento anziché usare biglietti già pronti.

Trovate il problema che li mette in movimento

Dopo la pesca, leggete i tre biglietti ad alta voce e decidete dove avviene l’incontro. Poi scegliete un problema semplice: qualcuno ha smarrito un oggetto importante, una porta non si apre, oppure i personaggi devono arrivare nello stesso posto per ragioni diverse. Il problema deve dare a tutti la possibilità di fare qualcosa. Se uno dei tre sembra inutile, chiedete: «Che cosa sa fare che gli altri non sanno fare?» oppure «Che cosa desidera ottenere?».

Non occorre accordarsi subito su ogni dettaglio. Potete decidere soltanto l’inizio e lasciare che ciascun partecipante aggiunga, a turno, un’azione o una difficoltà. Una regola utile è accogliere l’idea precedente prima di proporne un’altra: «Sì, e poi…» aiuta a costruire una storia comune più di «No, invece…». Se le proposte vanno in direzioni opposte, scegliete insieme quella che coinvolge meglio tutti e tre i personaggi.

Costruite un inizio, uno svolgimento e un finale

Per non perdere il filo, tenete presenti tre domande. All’inizio: chi sono i personaggi e perché si trovano nello stesso luogo? Nello svolgimento: che cosa provano a fare e quale imprevisto cambia il piano? Nel finale: come si risolve il problema e che cosa è cambiato per loro? Non è necessario scrivere subito: raccontare la storia a voce è già un modo completo di giocare.

Ecco un esempio. I biglietti estratti sono una pirata, un robot e una lumaca. Si incontrano in una stazione perché il treno che porta al mare è scomparso. La pirata conosce la strada, il robot sa interpretare una mappa danneggiata e la lumaca nota piccole tracce che gli altri, troppo di fretta, non vedono. Seguendole scoprono che il treno non è sparito: è stato nascosto dietro un enorme telo per una festa a sorpresa. Il finale funziona perché ciascun personaggio ha contribuito alla scoperta.

Se un bambino propone un finale improvviso, non serve correggerlo perché sia «realistico». Chiedetegli piuttosto come i personaggi arrivano a quel risultato. Anche una soluzione assurda può diventare convincente all’interno del racconto, se prima viene seminato un indizio: la lumaca, per esempio, potrebbe aver notato fin dall’inizio un pezzetto di stoffa colorata vicino ai binari.

Adattate il gioco a chi partecipa

Con i più piccoli, un adulto può leggere i biglietti e fare domande brevi, lasciando ai bambini la scelta delle azioni. Con chi ama scrivere, potete annotare una frase a turno o dividere un foglio in tre parti: inizio, svolgimento e finale. Chi preferisce disegnare può creare tre vignette, una per ogni momento della storia. Nessuna versione richiede di trovare parole perfette al primo tentativo: si può cambiare idea mentre si racconta.

Se la storia si blocca, non pescate subito altri personaggi. Rimettete in gioco quelli che avete con una domanda concreta: «Chi ha paura di entrare?», «Chi possiede un oggetto utile?», «Chi ha capito qualcosa che gli altri ignorano?». Limitare gli elementi aiuta a dare un ruolo a ciascuno. Alla fine, potete scegliere insieme un titolo: spesso è il dettaglio più buffo emerso per caso a renderlo memorabile.

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