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Attività DIY

Disegnare un personaggio che cambia costume in tre vignette

📅 4 Novembre 2026✍️ di Redazione⏱️ 4 min di lettura

Per disegnare un personaggio che cambia costume in tre vignette, scegli prima un tratto che lo renda riconoscibile anche quando cambia abiti: una pettinatura, un paio di occhiali o una forma semplice del viso. Poi assegna a ogni vignetta un momento diverso: il costume iniziale, il cambio e il nuovo costume. La condizione più importante è che chi legge capisca cosa succede guardando i disegni in ordine, senza bisogno di una lunga spiegazione.

Inventare il personaggio e preparare le tre vignette

Per l’attività bastano un foglio, una matita, una gomma e, se si vuole, qualche colore. Dividi il foglio in tre riquadri affiancati, abbastanza grandi da contenere una figura e un piccolo elemento dello sfondo. Prima di disegnare, inventa una situazione concreta: il personaggio si prepara per una festa in maschera, per uno spettacolo inventato o per giocare a esplorare un pianeta immaginario. Una situazione semplice aiuta a scegliere costumi che abbiano un motivo nella storia.

Disegna il personaggio una volta a parte, in modo essenziale. Decidi quali caratteristiche rimarranno uguali in tutti e tre i riquadri: per esempio capelli ricci, naso tondo e scarpe molto grandi. Non serve saperlo disegnare in pose difficili; una figura costruita con forme semplici è più facile da ripetere. Puoi anche scegliere un personaggio non umano, come una piccola creatura originale con antenne e coda. Evita di copiare un personaggio famoso: inventarne uno lascia più libertà nella scelta degli abiti.

Prima di riempire i riquadri, fai tre piccoli schizzi di prova. Nella prima vignetta il personaggio indossa il costume di partenza. Nella seconda compie un’azione che mostra il cambiamento. Nella terza presenta il risultato. Questa scaletta impedisce di disegnare tre figure diverse senza un legame chiaro fra loro.

Mostrare il cambio di costume, un passaggio alla volta

Nella prima vignetta mostra bene l’abito iniziale e aggiungi un indizio di ciò che sta per accadere: il personaggio può guardare una scatola di accessori, tenere in mano un cappello o leggere un invito. L’indizio non deve occupare tutta la scena. Serve a far capire perché, nella vignetta successiva, il costume comincia a cambiare.

La seconda vignetta è il passaggio decisivo. Invece di nascondere tutto dietro una nuvola, fai vedere un gesto preciso: il personaggio infila un mantello, si mette una maschera fatta da lui oppure prova un paio di stivali. Puoi lasciare visibile un pezzo del costume precedente, così il lettore riconosce sia il personaggio sia il momento della trasformazione. Se aggiungi linee di movimento, usane poche e vicino all’oggetto che si muove.

Nella terza vignetta mostra il nuovo costume per intero. Mantieni almeno due tratti stabili del personaggio e cambia invece gli elementi che raccontano la nuova identità: abiti, accessori e magari postura. Una piccola reazione può chiudere la scena, per esempio un sorriso, uno sguardo sorpreso allo specchio o il saluto di un altro personaggio. Il finale funziona meglio quando il nuovo costume si distingue già dalla prima vignetta nella forma, anche prima di aggiungere i colori.

Controllare se la storia si legge senza spiegazioni

Quando il disegno è finito a matita, guarda i tre riquadri da sinistra a destra coprendo eventuali parole. Riesci a riconoscere lo stesso personaggio? Si vede in quale vignetta cambia costume? La figura finale è abbastanza diversa da quella iniziale? Se una risposta è incerta, modifica prima il disegno: ingrandisci l’accessorio importante, rendi più evidente il gesto nella seconda vignetta oppure ripeti un tratto distintivo del viso.

Solo dopo aggiungi i colori e, se servono, pochissime parole. Un suono come «zip!» può accompagnare una cerniera, mentre una breve battuta può mostrare come si sente il personaggio. Le parole non dovrebbero sostituire il passaggio che manca nel disegno. Per verificare il risultato, fai leggere le vignette a un’altra persona senza anticipare la trama e chiedile di raccontare che cosa è cambiato. Se interpreta una storia diversa, è un’occasione per rendere più chiaro uno dei tre momenti.

Se l’attività si svolge in gruppo, ogni bambino può partire dalla stessa situazione — per esempio una scatola di costumi da aprire — e inventare un personaggio e un risultato diversi. Si possono poi confrontare le soluzioni senza scegliere un disegno «giusto»: l’obiettivo è osservare quali dettagli aiutano a seguire la trasformazione e quali, invece, rendono difficile capire l’ordine delle azioni.

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