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Come usare i dadi per scegliere luoghi e protagonisti

📅 4 Novembre 2026✍️ di Redazione⏱️ 3 min di lettura

Per usare i dadi per scegliere luoghi e protagonisti, prepara due elenchi numerati da 1 a 6: uno con le ambientazioni e uno con i personaggi. Il primo lancio indica dove si svolge la storia, il secondo chi ne sarà al centro. Il risultato è uno spunto, non una regola rigida: i bambini possono cambiarlo se rende il gioco più interessante o più adatto a loro.

Prepara due elenchi facili da usare

Bastano due dadi comuni, carta e matite. Scrivi «Luoghi» in cima a un foglio e «Protagonisti» su un altro, poi assegna sei possibilità a ciascuno. Puoi usare due dadi di colori diversi per lanciarli insieme, oppure un solo dado da lanciare due volte. Tieni gli elenchi visibili: così anche chi non legge ancora con sicurezza può seguire il gioco con l’aiuto di un adulto o di un compagno.

Per i luoghi, scegli ambientazioni che suggeriscano azioni diverse: 1, un giardino dopo la pioggia; 2, una biblioteca con una stanza chiusa; 3, una spiaggia d’inverno; 4, un mercato al mattino; 5, una casa sull’albero; 6, una stazione immaginaria. Per i protagonisti, alterna persone, animali e figure fantastiche originali: 1, una bambina curiosa; 2, un cane che trova oggetti; 3, un inventore distratto; 4, una giovane esploratrice; 5, una lumaca impaziente; 6, un custode delle nuvole.

Non serve che ogni voce descriva tutto. «Un inventore distratto» lascia al bambino la scelta del nome, dell’aspetto e di ciò che sa costruire. Se l’attività si svolge in gruppo, fate proporre una o due voci a ciascun partecipante e leggetele prima di tirare: tutti devono capire le possibilità in gioco. Evita riferimenti che richiedano di conoscere un film o un fumetto preciso; personaggi inventati sul momento permettono a tutti di partecipare.

Lancia i dadi e trasforma la combinazione in una storia

Una volta ottenuti luogo e protagonista, chiedi: «Che cosa vuole fare qui?» e «Che cosa glielo impedisce?». Sono domande sufficienti per avviare il racconto senza decidere ogni dettaglio al posto dei bambini. Se escono la biblioteca e la lumaca impaziente, per esempio, la lumaca potrebbe cercare un libro da restituire prima della chiusura, ma non ricordare dove l’ha lasciato. La situazione nasce dalla combinazione casuale; la soluzione resta da inventare.

Puoi dedicare qualche minuto a raccontare a voce, disegnare una scena oppure scrivere poche frasi. Per chi sta imparando a scrivere, è utile dividere il foglio in tre riquadri: arrivo nel luogo, difficoltà, scelta del protagonista. Un adulto può annotare le parole dettate dal bambino senza correggere ogni frase mentre l’idea prende forma. Se il gruppo preferisce parlare, ciascuno può aggiungere un’azione a turno, mantenendo gli stessi luogo e protagonista fino alla fine del racconto.

Quando il risultato non funziona, modifica le regole

Il dado serve a superare l’indecisione, non a imporre una combinazione sgradita. Concordate prima una regola semplice: per esempio, è consentito rilanciare una volta, oppure tenere uno dei due risultati e cambiare l’altro. Se un luogo mette a disagio qualcuno o non si adatta all’età dei partecipanti, sostituitelo nell’elenco prima di continuare. In questo modo la casualità resta divertente e il bambino conserva un ruolo attivo nelle scelte.

Quando le storie iniziano ad assomigliarsi, non occorre aggiungere altri dadi. Cambia soltanto uno degli elenchi: prova luoghi vicini alla vita quotidiana, come il cortile o la cucina, oppure protagonisti con desideri diversi, come qualcuno che cerca un amico o vuole imparare una nuova abilità. Un altro modo per variare è usare la stessa coppia di risultati per due racconti: una volta il protagonista riesce nel suo intento, l’altra deve trovare un piano alternativo. I bambini scoprono così che il dado suggerisce da dove partire, mentre sono le loro decisioni a dare forma alla storia.

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