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Il gioco del finale alternativo: come cambiare una storia conosciuta senza partire da zero

📅 17 Settembre 2026✍️ di Redazione⏱️ 3 min di lettura

Inventare una storia da zero può essere difficile; cambiare il finale di una storia già conosciuta, invece, offre un punto di partenza chiaro. Personaggi, ambientazione e gran parte della trama sono già disponibili: il gioco consiste nel decidere quale evento cambiare e nel costruire un epilogo che resti comprensibile.

Prima regola: ricostruire il finale originale

Prima di modificarlo, conviene raccontare in poche frasi che cosa succede davvero nella storia scelta. LEGO Education, nella lezione “Different Ending”, propone proprio di richiamare in ordine inizio, eventi principali e conclusione prima di chiedere ai bambini di immaginare un finale diverso. Questo passaggio evita che il gioco diventi una sequenza casuale di idee senza legame con la storia di partenza.

Scegli un solo punto da cambiare

Il modo più semplice per partire è fermarsi poco prima della conclusione e porre una domanda concreta: “E se il personaggio facesse un’altra scelta?”. Non serve cambiare tutto. Basta modificare un evento: il protagonista prende un’altra strada, l’antagonista decide di aiutare, un oggetto importante non viene trovato, oppure compare un nuovo ostacolo.

Da quel momento il bambino può chiedersi che cosa succede come conseguenza. Il finale alternativo funziona meglio quando nasce da un cambiamento riconoscibile e non da un elemento inserito all’ultimo secondo senza relazione con ciò che è già accaduto.

Un gioco in quattro passaggi

  1. Racconta l’originale: riassumi il finale in due o tre frasi.
  2. Ferma la storia: scegli l’ultimo momento in cui una decisione può ancora cambiare l’esito.
  3. Cambia un evento: formula una sola ipotesi “e se…?”.
  4. Disegna il nuovo epilogo: usa da tre a sei vignette, oppure raccontalo a voce se il bambino preferisce.

Le stesse figure possono portare a finali molto diversi

La lezione LEGO sottolinea un punto utile: bambini diversi possono usare gli stessi personaggi e arrivare a conclusioni completamente differenti. Non c’è quindi un finale “giusto” da indovinare. L’adulto può aiutare con domande sulla coerenza — chi fa cosa, perché accade, come si chiude il problema — senza trasformare il gioco in una correzione scolastica.

Se manca un’idea, cambia il rapporto tra i personaggi

Un modo semplice per sbloccare la fantasia è invertire una relazione: un rivale collabora, un personaggio timido prende l’iniziativa, chi doveva essere salvato trova da solo una soluzione. LEGO Education usa come esempio un finale nel quale personaggi inizialmente in conflitto finiscono per diventare amici. L’esempio non va copiato: serve a mostrare quanto può bastare una sola svolta per produrre una storia diversa.

Il disegno viene dopo l’idea

Non è necessario chiedere tavole elaborate. Tre o quattro riquadri con figure essenziali sono sufficienti: prima la situazione rimasta uguale, poi il punto di svolta, quindi la conseguenza e infine il nuovo finale. Le nuvolette possono essere sostituite da una frase sotto ogni vignetta. In questo modo il gioco resta accessibile anche a chi ama raccontare ma non si sente “bravo a disegnare”.

Una variante: cambiare anche l’ambientazione

Dopo aver sperimentato il finale alternativo, si può fare un secondo giro cambiando il luogo della storia. LEGO Education suggerisce di osservare come una nuova ambientazione modifica ciò che i personaggi possono fare. È una variante da usare dopo, non contemporaneamente al primo tentativo: cambiare un elemento alla volta rende più facile capire come nasce la nuova trama.

La domanda finale

Quando il nuovo epilogo è pronto, chiedi semplicemente: “Qual è la cosa più importante che hai cambiato rispetto alla storia originale?”. La risposta aiuta a raccontare il proprio lavoro e rende evidente il meccanismo del gioco: partire da qualcosa che si conosce e spostare una scelta, un evento o una relazione fino a costruire una conclusione nuova.

Fonte: LEGO Education, Different Ending. L’attività qui proposta è una rielaborazione editoriale originale e non riproduce tavole o personaggi protetti.

Foto: Shixart1985 / Wikimedia Commons, CC BY 2.0. Immagine ridimensionata e convertita in WebP per la copertina.

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