Home › Giochi Creativi › Inventare un dialogo tra due oggetti della cameretta
Giochi Creativi

Inventare un dialogo tra due oggetti della cameretta

📅 2 Novembre 2026✍️ di Redazione⏱️ 4 min di lettura

Per inventare un dialogo tra due oggetti della cameretta, basta sceglierne due che vedono la stessa stanza da punti di vista diversi, dare a ciascuno un desiderio e far nascere un piccolo problema. Una lampada vuole illuminare un disegno, per esempio, mentre un cuscino vorrebbe che fosse ora di dormire. Da questo contrasto i bambini possono creare una conversazione senza dover progettare prima una storia lunga.

Scegliere gli oggetti e dare loro una voce

Invita il bambino a guardarsi intorno e a indicare due oggetti che conosce bene: una sveglia e una coperta, un astuccio e uno zaino, un peluche e una mensola. La scelta funziona meglio se gli oggetti hanno usi o posizioni differenti. Chi sta sul comodino potrebbe notare cose che chi vive sotto il letto non vede; chi viene usato ogni giorno potrebbe avere qualcosa da raccontare a un oggetto quasi dimenticato.

Prima di scrivere, fate due domande per ciascun personaggio: «Che cosa desidera?» e «Che cosa lo infastidisce?». Le risposte possono essere semplici. Un libro desidera essere aperto, ma teme le orecchie alle pagine; una scatola vorrebbe custodire i giochi, ma non riesce a farsi ascoltare quando è ora di riordinare. Non occorre assegnare a ogni oggetto una biografia: un tratto riconoscibile è sufficiente per distinguerne la voce.

Se il bambino fatica a partire, l’adulto può proporre una situazione concreta invece di suggerire tutte le battute: «È sparita una matita», «La luce è rimasta accesa» oppure «Domani arriva un ospite». Il bambino decide quale oggetto se ne accorge per primo e come reagisce l’altro. In questo modo conserva la parte più creativa del gioco: scegliere che cosa succede.

Costruire un dialogo che faccia succedere qualcosa

Un dialogo non è soltanto una serie di frasi alternate. Una traccia utile è questa: il primo oggetto nota un problema, il secondo risponde in modo diverso da quello atteso, i due provano a trovare una soluzione. Il problema può essere minuscolo e buffo; non servono pericoli o grandi avventure. Conta che ogni battuta aggiunga una scoperta, una proposta o una reazione.

Ecco un esempio originale da leggere ad alta voce e poi modificare:

«Ehi, Coperta, perché sei tutta storta?» chiese la Lampada.
«Sto cercando la matita blu. È rotolata vicino al letto.»
«Io posso fare luce, ma da quassù non vedo sotto.»
«Allora illuminami il bordo. Mi sporgo un poco.»
«La vedo! È accanto alla pantofola.»
«Bene. Adesso spegniti, investigatrice: la matita può aspettare domattina.»

Nell’esempio ogni oggetto contribuisce secondo ciò che può fare: la lampada illumina, la coperta si trova vicino al letto. È una regola flessibile, non un limite alla fantasia. Un oggetto può parlare e pensare come un personaggio, ma il suo posto nella cameretta e il suo uso quotidiano aiutano il lettore a immaginare la scena.

Adattare il gioco all’età e rendere il testo leggibile

Con i bambini che non scrivono ancora in autonomia, il dialogo può nascere oralmente. L’adulto interpreta un oggetto, il bambino interpreta l’altro e, se vuole, detta le battute da trascrivere. Chi ha già familiarità con la scrittura può invece preparare due righe di appunti sui personaggi e scrivere una prima versione da solo. Disegnare gli oggetti prima o dopo la conversazione offre un’altra via d’ingresso, senza trasformare l’attività in un esercizio di bella copia.

Durante la rilettura, chiedetevi se si capisce sempre chi sta parlando. Si può iniziare una nuova riga a ogni cambio di voce e usare il nome dell’oggetto quando serve, soprattutto all’inizio. Leggere le battute a turno è una verifica immediata: se chi legge deve fermarsi per capire a chi appartiene una frase, basta aggiungere un’indicazione o cambiare l’ordine delle battute.

Vale la pena controllare anche che le due voci non siano identiche. Un oggetto può essere impaziente e fare domande brevi; l’altro può rispondere con calma o prendere tutto alla lettera. Non occorre correggere ogni frase mentre il bambino inventa: prima si lascia arrivare il dialogo alla sua piccola soluzione, poi si sceglie insieme un solo punto da migliorare. Per continuare il gioco, si possono scambiare i ruoli degli oggetti oppure chiedersi che cosa cambierebbe se la stessa conversazione avvenisse di notte.

Redazione

Redazione del sito.

Torna in alto