Home › Giochi Creativi › Storie in ordine sparso: un gioco per ricomporre tre scene disegnate
Giochi Creativi

Storie in ordine sparso: un gioco per ricomporre tre scene disegnate

📅 27 Ottobre 2026✍️ di Redazione⏱️ 4 min di lettura

Storie in ordine sparso: un gioco per ricomporre tre scene disegnate

Per giocare bastano tre scene disegnate della stessa storia: una mostra una situazione iniziale, una introduce un cambiamento e una ne mostra una possibile conseguenza. Si mescolano i fogli, si chiede ai partecipanti di metterli in ordine e, soprattutto, di spiegare quali indizi li hanno guidati. Non serve indovinare la sequenza pensata da chi ha disegnato: se un altro ordine produce una storia comprensibile, diventa materiale per continuare il gioco.

Preparare tre scene facili da riordinare

Scegliete un episodio piccolo, che si possa raccontare con immagini senza riempire i fogli di testo. Per esempio: un personaggio trova un seme, lo pianta e scopre che è spuntato un germoglio. Disegnate ogni momento su un foglio o un cartoncino separato, mantenendo riconoscibili il personaggio, il luogo e l’oggetto. Anche disegni essenziali vanno bene: una forma, un colore o un dettaglio ripetuto aiutano a capire che le scene appartengono alla stessa storia.

Prima di mescolare i fogli, controllate che in ciascuna scena accada qualcosa di osservabile. «Il personaggio è contento» è difficile da collocare se non si vede perché; «il personaggio apre una scatola e trova un seme» offre invece un’azione da collegare alle altre. Evitate numeri sugli angoli, frecce e frasi che svelino la sequenza. Se giocate con bambini che non leggono ancora, affidate gli indizi alle immagini e lasciate che raccontino a voce ciò che vedono.

Mescolare, scegliere e raccontare

Disponete le tre scene in ordine casuale e date un primo compito semplice: «Quale metteresti per prima? Che cosa te lo fa pensare?». Poi chiedete di scegliere la seconda e la terza. Non correggete subito la disposizione, anche quando è diversa da quella prevista. Fate raccontare la storia seguendo i fogli da sinistra a destra: il racconto orale permette di accorgersi se manca un passaggio o se una scena assume un significato inatteso.

Per guidare la discussione, usate domande legate a ciò che si vede: «Questo oggetto era già qui nella scena precedente?», «Che cosa potrebbe essere successo tra i due disegni?», «Come capiamo che questa immagine viene dopo?». Se giocano più persone, ognuna può proporre un ordine e motivarlo prima che il gruppo ne scelga uno. In questo modo chi parla meno ha spazio per osservare, mentre la scelta finale non dipende solo da chi risponde più in fretta.

Quando emerge un ordine condiviso, provate a cambiare posto a due fogli. Con il seme, il germoglio potrebbe comparire nella prima scena: allora le immagini successive potrebbero diventare un ricordo di come è nato, anziché una sequenza lineare. Chiedete quale nuova frase servirebbe per collegare i disegni. Il punto non è dichiarare valide tutte le combinazioni a prescindere, ma distinguere tra una storia che si riesce a spiegare e un passaggio che resta confuso.

Quando un ordine diverso non funziona subito

Se i partecipanti si bloccano, ripartite dagli elementi ricorrenti: dove si trova il personaggio, che cosa tiene in mano, che cosa è cambiato nello sfondo? Potete invitare a descrivere ogni foglio con una frase, senza ancora metterli in ordine. Soltanto dopo chiedete quale frase potrebbe aprire la storia e quale lascia intuire una conseguenza. È un aiuto più utile che spostare i cartoncini al posto loro.

A volte il problema è nei disegni, non nella soluzione proposta. Se una scena non mostra abbastanza indizi, chi l’ha preparata può aggiungere un particolare visivo oppure accettare che quella scena abbia più collocazioni possibili. Per un secondo giro, lasciate che i partecipanti disegnino una nuova serie di tre immagini e la scambino con un’altra persona. Chi riceve i fogli li ordina senza spiegazioni; chi li ha creati ascolta il racconto e scopre quali dettagli hanno funzionato e quali hanno suggerito una storia diversa.

Per chiudere la partita, affiancate due sequenze plausibili e fate raccontare che cosa cambia: l’evento iniziale, la sorpresa centrale o il significato dell’ultima scena. Tre disegni sono sufficienti per vedere che l’ordine non serve soltanto a mettere in fila delle immagini: orienta le aspettative di chi ascolta e trasforma il modo in cui interpreta le stesse azioni.

Redazione

Redazione del sito.

Torna in alto