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Una pagina, sei espressioni: come disegnare emozioni diverse cambiando solo occhi e bocca

📅 18 Settembre 2026✍️ di Redazione⏱️ 3 min di lettura

Per capire quanto può cambiare un personaggio non serve ridisegnarlo da capo. Basta creare una griglia con sei riquadri, ripetere lo stesso volto e modificare pochi elementi: occhi, sopracciglia e bocca. Il risultato non è un catalogo scientifico delle emozioni, ma un esercizio grafico per osservare come piccole variazioni rendano un volto diverso.

Parti da una faccia neutra e copiala sei volte

Disegna un cerchio o un ovale semplice, aggiungi il naso con un segno minimo e mantieni uguali capelli, orecchie e forma del viso. La pagina funziona meglio se cambia una parte alla volta: così è più facile vedere che cosa produce una sopracciglia inclinata, una bocca curva o un occhio più chiuso.

Il Metropolitan Museum of Art, in un’attività per bambini con l’illustratore Il Sung Na, invita a costruire personaggi giocando con forme, dettagli e anche con le espressioni del viso. È un buon principio per questo esercizio: non cercare il modo corretto di disegnare un’emozione, ma prova combinazioni e confrontale.

Primo riquadro: una base da confrontare

Nel primo volto lascia le sopracciglia quasi orizzontali, gli occhi semplici e la bocca come una linea morbida. Questa faccia serve da riferimento. Non deve essere inespressiva in senso assoluto: deve soltanto essere abbastanza semplice da far risaltare i cambiamenti successivi.

Secondo e terzo riquadro: lavora sugli occhi

Nel secondo volto prova ad alzare leggermente le sopracciglia e ad aprire di più gli occhi. Nel terzo fai il contrario: sopracciglia più basse o inclinate e palpebre più strette. Senza cambiare la bocca, confronta le due facce. Se sembrano già diverse, hai isolato bene una scelta grafica.

Non serve associare obbligatoriamente ogni segno a un’etichetta. Nella vita reale le espressioni dipendono dal contesto e non si leggono con una formula. Qui l’obiettivo è illustrativo: imparare a controllare i segni sulla pagina.

Quarto e quinto: cambia la bocca

Ora mantieni simili gli occhi e varia la bocca. Una curva verso l’alto, una linea tesa, una forma aperta o una curva verso il basso producono impressioni differenti. Prova anche a spostare appena gli angoli: spesso un cambiamento piccolo è più interessante di una smorfia estrema.

Sesto riquadro: combina due modifiche

Nell’ultimo volto cambia insieme sopracciglia e bocca. A questo punto confronta tutta la pagina e chiediti quali facce sembrano più leggibili e quali più ambigue. Puoi anche far scegliere a un’altra persona che cosa le suggerisce ogni volto, senza presentare la risposta come una diagnosi dell’emozione.

Un riferimento storico mostra quanto può cambiare un volto

La Wellcome Collection conserva un’incisione del 1807 con sei volti dedicati a differenti passioni. È un’opera storica, non una guida moderna alla psicologia, ma come riferimento visivo mostra bene quanto gli artisti abbiano sperimentato con sopracciglia, occhi, bocca e tensione dei lineamenti.

Trasforma l’esercizio in un piccolo fumetto

Quando i sei volti sono pronti, scegline tre e mettili in sequenza. Sotto ognuno scrivi una frase: che cosa è successo prima, che cosa sta vedendo il personaggio, che cosa decide di fare. In questo modo l’espressione entra in una storia e può cambiare significato in base alla scena.

La regola utile: cambia poco e osserva molto

Se modifichi contemporaneamente forma del viso, capelli, occhi, naso e bocca, diventa difficile capire che cosa rende le facce diverse. Ripetere lo stesso personaggio e intervenire soprattutto su occhi e bocca permette invece di vedere il peso di ogni scelta grafica. In una seconda pagina puoi aggiungere postura, mani e inclinazione della testa.

Fonti: The Metropolitan Museum of Art, attività con Il Sung Na; Wellcome Collection / Wikimedia Commons, incisione con sei espressioni.

Foto: Wellcome Library, London / Wikimedia Commons, CC BY 4.0. Immagine ridimensionata e convertita in WebP per la copertina.

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