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Come fare un racconto illustrato a sei mani

📅 3 Novembre 2026✍️ di Redazione⏱️ 4 min di lettura

Per fare un racconto illustrato a sei mani, tre partecipanti devono costruire un’unica storia, non tre lavori separati da unire alla fine. Basta scegliere insieme un personaggio, un piccolo problema e un finale possibile; poi si distribuiscono scrittura, disegni e impaginazione, lasciando a tutti la possibilità di proporre modifiche. Con bambini di età o abilità diverse, i compiti possono cambiare da una pagina all’altra: l’obiettivo è che ciascuno contribuisca davvero al racconto.

Partire da una storia abbastanza piccola da finire

Un racconto breve è più facile da progettare e da illustrare. Per iniziare, ogni partecipante propone un personaggio, un luogo o un imprevisto. Il gruppo ne sceglie uno per tipo e risponde a tre domande: che cosa vuole il protagonista? Che cosa gli impedisce di ottenerlo? Che cosa cambia alla fine? Si possono appuntare le risposte su un foglio comune, senza decidere subito ogni dettaglio.

Per esempio, una piccola esploratrice vuole consegnare una lettera, ma la strada indicata sulla mappa è scomparsa. I tre autori possono decidere se troverà un altro percorso, chiederà aiuto o scoprirà che il destinatario si è spostato. Una traccia del genere dà una direzione alla storia e lascia spazio a idee visive originali. Se le proposte sono molte, conviene conservare quelle scartate per un’altra volta anziché inserirle tutte nello stesso racconto.

Dividere i compiti senza dividere la storia

Una soluzione pratica è preparare alcune pagine piegando fogli oppure usando un quaderno vuoto. Su ogni pagina si segna a matita che cosa succede e quale immagine aiuterebbe a capirlo. Solo dopo si scrive il testo definitivo e si disegna. Questa piccola scaletta evita che un’illustrazione occupi lo spazio necessario alle parole o che il finale arrivi quando le pagine sono già finite.

I ruoli possono essere «chi propone le frasi», «chi disegna la scena» e «chi controlla che pagina e storia funzionino». Nella pagina successiva si scambiano. Il terzo ruolo non è un incarico minore: può suggerire un dettaglio da mostrare, notare un passaggio poco chiaro e aiutare a collocare testo e immagini. Se un bambino non scrive ancora con autonomia, può dettare una frase; se preferisce raccontare a voce, può spiegare che cosa deve comparire nel disegno.

Prima di passare alla pagina seguente, i tre possono accordarsi su una sola decisione: che cosa deve capire il lettore qui? Questo rende più semplice risolvere i disaccordi. Se due idee sono entrambe belle ma incompatibili, si sceglie quella che fa avanzare la vicenda; l’altra può diventare un particolare sullo sfondo o un’idea per un nuovo racconto. L’adulto, quando presente, può aiutare a fare domande e a trascrivere, senza riscrivere la storia al posto dei bambini.

Far lavorare insieme parole e immagini

Un racconto illustrato non richiede che il disegno ripeta ogni parola. Se il testo dice «la porta era chiusa», l’immagine può mostrare una chiave nascosta sotto il tappeto: aggiunge un indizio che invita a voltare pagina. Al contrario, una scena difficile da rappresentare può essere chiarita con una frase breve. Per mantenere un filo visivo, il gruppo può decidere in anticipo pochi tratti riconoscibili dei personaggi, come un cappello o una borsa, senza imporre a tutti lo stesso stile di disegno.

Per lavorare su idee proprie, è meglio inventare personaggi e ambienti anziché copiare pagine, dialoghi o figure di un fumetto conosciuto. Si può prendere spunto da un meccanismo narrativo generale, come un oggetto smarrito o un viaggio inatteso, e trasformarlo con scelte del gruppo. In questo modo ogni partecipante ha qualcosa da aggiungere e il risultato conserva una voce comune.

Rileggere il racconto come farebbe un nuovo lettore

Quando testo e immagini sono pronti, una persona legge il racconto ad alta voce mentre le altre seguono le pagine. Dove il lettore si ferma o deve chiedere spiegazioni, il gruppo controlla se manca un passaggio, se un pronome non è chiaro o se l’ordine delle scene confonde. Può bastare spostare una frase, aggiungere un piccolo disegno o togliere una spiegazione già evidente nell’immagine.

Infine si osserva la leggibilità materiale: parole distinguibili dallo sfondo, spazio sufficiente attorno al testo e sequenza delle pagine riconoscibile. Titolo, nomi dei tre autori e copertina si possono scegliere insieme alla fine, quando è chiaro che cosa racconta davvero la storia. Il lavoro è completo quando un’altra persona riesce a seguirlo senza che gli autori debbano spiegare a voce ciò che accade.

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