Home › Giochi Creativi › Staffetta delle definizioni inventate: come giocare con parole che non esistono
Giochi Creativi

Staffetta delle definizioni inventate: come giocare con parole che non esistono

📅 26 Ottobre 2026✍️ di Redazione⏱️ 3 min di lettura

Staffetta delle definizioni inventate: come giocare con parole che non esistono

Per giocare alla staffetta delle definizioni inventate, un bambino crea una parola che non esiste, il successivo le attribuisce un significato e un altro la inserisce in una frase. La parola passa poi al gruppo, che costruisce una frase condivisa. La condizione importante è non cercare la definizione «giusta»: ogni proposta va bene se chi ascolta riesce a capire come usare la nuova parola.

Preparare la staffetta e assegnare i turni

Servono fogli e matite, oppure basta giocare a voce. Si può stare seduti in cerchio o disporre i partecipanti in fila. Prima di iniziare, scegliete l’ordine dei turni e stabilite che ciascuno dovrà ascoltare quanto inventato da chi lo precede: la staffetta funziona perché ogni intervento aggiunge qualcosa, non perché ogni bambino ricomincia da capo.

Per il primo giro assegnate tre compiti: inventare una parola, proporne la definizione e usarla in una frase. Con più partecipanti, gli altri possono aggiungere un esempio d’uso, fare una domanda sul significato oppure suggerire dove si potrebbe incontrare quella parola. Poi tutti collaborano alla frase finale. Nel giro successivo fate partire la parola da un altro bambino, così i ruoli cambiano.

Se usate i fogli, chi inventa la parola la scrive in alto e passa il foglio al vicino; ciascuno aggiunge il proprio contributo senza cancellare quelli precedenti. Per i più piccoli è sufficiente che un adulto scriva ciò che viene detto. Leggere ad alta voce ogni passaggio aiuta tutti a seguire il gioco, soprattutto quando la parola nuova è difficile da ricordare.

Come si svolge un giro, dalla parola alla frase condivisa

Il primo giocatore pronuncia una parola inventata, per esempio «fruspolino». Può scegliere suoni buffi o combinare sillabe familiari, senza dover spiegare subito che cosa significhi. Il secondo decide che cos’è: «Un fruspolino è un piccolo rumore che fanno le foglie quando qualcuno ci passa vicino». Il terzo prova a usarla: «Ho sentito un fruspolino dietro la panchina». Così il gruppo verifica se la definizione permette davvero di usare la parola.

A questo punto si costruisce insieme una frase nuova. Un bambino può iniziare con «Nel giardino…» e gli altri completarla a turno, mantenendo coerente il significato scelto: «Nel giardino abbiamo sentito un fruspolino e ci siamo fermati ad ascoltare». La frase non deve essere lunga o perfetta. Deve contenere la parola inventata e risultare comprensibile a chi non ha partecipato alla sua creazione.

Se qualcuno propone un uso diverso, non occorre scartarlo. Chiedete piuttosto: «La parola può avere anche questo significato, oppure cambiamo la frase?». Il gruppo può decidere di ampliare la definizione o conservare quella iniziale. Una volta scelta la versione condivisa, si passa a una nuova parola e la staffetta ricomincia.

Regole semplici per non bloccare l’invenzione

È utile concordare poche regole prima di partire: non correggere una parola perché «non esiste», lasciare finire chi ha il turno e fare domande per capire invece di bocciare le idee. Se una proposta assomiglia a una parola vera, si può comunque tenere, purché nel gioco riceva un significato inventato. La sfida non è dimostrare chi conosce più vocaboli, ma riuscire a costruire insieme un significato utilizzabile.

Quando un bambino non sa come proseguire, offritegli una scelta circoscritta: «È un oggetto, un’azione o una sensazione?». Per trovare una frase, chiedete «Chi potrebbe usarla?» oppure «Dove potrebbe succedere?». Sono aiuti che fanno ripartire il turno senza sostituirsi a chi gioca. Se invece il gruppo è già autonomo, evitate suggerimenti e lasciate che anche le definizioni più insolite trovino la loro strada.

La staffetta si può concludere dopo un giro per ciascun partecipante. Rileggete le parole, le definizioni e le frasi finali: se una frase non rende chiaro il significato, il gruppo può modificarla insieme. Il risultato è un piccolo dizionario inventato da tutti, ma il gioco è già riuscito quando ogni bambino ha contribuito a trasformare una parola senza significato in qualcosa che gli altri possono capire.

Redazione

Redazione del sito.

Torna in alto