Home › Giochi Creativi › Parole proibite: come descrivere un luogo senza dire il suo nome
Giochi Creativi

Parole proibite: come descrivere un luogo senza dire il suo nome

📅 25 Ottobre 2026✍️ di Redazione⏱️ 4 min di lettura

Parole proibite: come descrivere un luogo senza dire il suo nome

Per giocare, scrivete su ogni carta il nome di un luogo e alcune parole che non si possono pronunciare per descriverlo. A turno, un bambino pesca una carta e cerca di far indovinare il luogo agli altri senza dire né il nome né le parole vietate. Il gioco funziona meglio se tutti conoscono i luoghi scelti: la sfida deve essere trovare indizi alternativi, non riconoscere una destinazione sconosciuta.

Preparare le carte con luoghi e parole proibite

Servono foglietti o cartoncini, una penna e un contenitore da cui pescare. Nella parte alta di ogni carta scrivete il luogo da indovinare; sotto, aggiungete tre o quattro parole proibite. Per «biblioteca», per esempio, si possono vietare «libri», «leggere» e «scaffali». Per «spiaggia», «mare», «sabbia» e «ombrellone». Chi prepara le carte può farlo insieme ai bambini, ma dovrà mescolarle prima di giocare, così nessuno sa quale gli capiterà.

Scegliete luoghi riconoscibili e abbastanza diversi tra loro: ambienti della scuola, spazi della città, posti visitati in vacanza o luoghi immaginari condivisi dal gruppo. All’inizio sono utili parole proibite legate agli indizi più immediati; non occorre cancellare ogni possibilità di risposta. Se per «parco» si vietano anche «alberi», «giochi», «panchine», «correre» e «all’aperto», una carta pensata per bambini piccoli rischia di diventare frustrante. Potete invece tenere da parte le carte più difficili per un secondo giro.

Giocare a turni: chi parla e chi indovina

Il giocatore di turno pesca una carta senza mostrarla e dà indizi a voce. Gli altri provano a indovinare: chi pronuncia il luogo scritto sulla carta ottiene il punto, oppure lo fa ottenere alla propria squadra se giocate a squadre. Poi la carta viene messa da parte e il turno passa a un’altra persona. Un adulto o un compagno può controllare le parole vietate, soprattutto quando il gruppo è numeroso. Prima di iniziare, decidete se accettare risposte equivalenti: «campo da calcio» e «stadio», per esempio, non indicano sempre lo stesso luogo.

La regola centrale è semplice: non si può dire il nome del luogo, né usare le parole elencate sulla carta. Conviene chiarire anche che non valgono diminutivi, plurali o parole della stessa famiglia usati per aggirare il divieto: se è proibito «nuotare», dire «nuotatori» non dovrebbe risolvere la sfida. Gesti, versi e indicazioni della prima lettera possono essere ammessi o esclusi, purché la scelta sia uguale per tutti. Con i più piccoli è spesso più divertente permettere i gesti e concentrarsi soltanto sulle parole scritte.

Non è indispensabile un cronometro. Un giro senza limite di tempo lascia spazio a chi sta imparando a formulare gli indizi; se invece le attese diventano lunghe, stabilite una durata uguale per ogni turno. Quando un giocatore si blocca, può saltare la carta e pescarne un’altra. Evitate di trasformare ogni esitazione in una penalità: l’obiettivo è far partecipare tutti, non mettere alla prova la rapidità di parola.

Trovare indizi alternativi senza svelare la risposta

Il modo più efficace per descrivere un luogo è cambiare prospettiva. Se «scuola», «maestra» e «banchi» sono proibiti per la carta «aula», si può dire: «È una stanza in cui un gruppo si ritrova quasi ogni mattina e appende disegni alle pareti». Per «stazione», senza usare «treno», «binari» e «biglietto», si potrebbe provare: «Qui le persone guardano gli orari, aspettano e spesso partono con una valigia». Gli esempi mostrano che si possono usare azioni, oggetti secondari e situazioni vissute, non soltanto sinonimi.

Se i bambini faticano, invitateli a pensare a tre domande: chi va in quel posto, che cosa ci fa e che cosa potrebbe vedere o sentire? Le risposte aiutano a costruire una frase senza suggerire direttamente il nome. Anche chi ascolta può chiedere un altro indizio, ma non deve vedere la carta: trovare una nuova descrizione fa parte del turno.

Adattare il gioco al gruppo

Per chi non legge ancora con sicurezza, un adulto può leggere la carta a bassa voce al giocatore di turno, oppure si possono usare disegni dei luoghi e simboli per le parole vietate. In un gruppo di età diverse, preparate due mazzi: uno con posti quotidiani e pochi divieti, l’altro con luoghi meno immediati e più parole escluse. Le squadre possono essere utili se qualcuno è timido: descrivere per pochi compagni, anziché davanti a tutti, rende il turno meno impegnativo.

Dopo alcune partite, lasciate che siano i bambini a inventare nuove carte e a provarle con gli altri. Se nessuno riesce a indovinare un luogo nemmeno dopo vari indizi, la carta si può riscrivere insieme: forse il posto è poco conosciuto o i divieti sono troppi. In questo modo anche preparare il mazzo diventa parte del gioco.

Redazione

Redazione del sito.

Torna in alto