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Disegno a staffetta: come completare un’immagine a turno senza sapere cosa faranno gli altri

📅 21 Ottobre 2026✍️ di Redazione⏱️ 3 min di lettura

Nel disegno a staffetta ogni bambino aggiunge qualcosa a un’immagine iniziata da un compagno, poi passa il foglio senza poter decidere come proseguirà. Bastano carta e matite: stabilite l’ordine dei turni, una piccola regola per ogni intervento e il momento in cui il disegno sarà finito. La versione più semplice lascia vedere tutto ciò che è già stato disegnato; se volete aumentare la sorpresa, potete piegare il foglio e mostrare a chi segue solo un indizio.

Preparare il gioco e spiegare le regole

Disponete i bambini in cerchio e date a ciascuno un foglio. Ognuno traccia un elemento iniziale, per esempio una forma, un personaggio o un oggetto, poi passa il foglio al vicino. Chi lo riceve aggiunge qualcosa che si colleghi a ciò che vede: può trasformare una linea in una strada, disegnare uno sfondo o introdurre un nuovo personaggio. Non serve accordarsi prima sul risultato, perché la parte divertente è adattarsi alle scelte degli altri.

Per evitare che un partecipante riempia tutta la pagina, concordate un limite facile da capire: a ogni turno si aggiunge un solo elemento riconoscibile oppure si lavora finché chi conduce dà il segnale di passare il foglio. Chiedete di lasciare spazio per i compagni e di non cancellare i loro segni. Quando ogni foglio ha compiuto un giro, potete fermarvi oppure fare un secondo giro se resta spazio: sceglietelo prima, così tutti sanno quando l’immagine è completa.

Non occorre giudicare quale disegno sia più bello. Una regola utile è accogliere quello che arriva: anche se un’aggiunta sembra strana, il bambino successivo prova a usarla anziché correggerla. Per i più piccoli funzionano fogli grandi, tratti semplici e turni brevi; con bambini più grandi potete proporre un tema leggero, come «una città impossibile», senza assegnare in anticipo cosa dovrà disegnare ciascuno.

Come mantenere la sorpresa con il foglio piegato

Se l’obiettivo è non vedere nemmeno l’immagine già costruita, usate una variante a sezioni. Piegate ogni foglio a fisarmonica prima di iniziare. Il primo bambino disegna nella sezione in alto e lascia qualche linea arrivare appena oltre la piega: saranno i punti da cui il compagno potrà continuare. Poi ripiega la parte disegnata, in modo che restino visibili solo quelle brevi tracce, e passa il foglio.

Il bambino successivo disegna nella sezione libera partendo dalle tracce visibili, senza aprire la parte nascosta. Prima di passare il foglio, lascia a sua volta qualche segno oltre la piega seguente. Si procede così fino a usare le sezioni disponibili. Alla fine aprite il foglio insieme: le parti potranno combaciare in modo bizzarro, ed è proprio questo il risultato atteso. Non servono indizi complicati; bastano linee che raggiungano il bordo della sezione successiva.

Questa variante richiede un po’ più di attenzione rispetto alla staffetta con il disegno visibile. Mostrate prima con un foglio di prova dove disegnare e quale parte coprire. Se la piega crea confusione, tornate alla versione aperta: anche lì nessuno conosce in anticipo le idee dei compagni, quindi la sorpresa rimane.

Gestire i turni senza interrompere il gioco

Con un gruppo numeroso, fate circolare più fogli contemporaneamente: ciascun bambino ne riceve uno, disegna e lo passa sempre nella stessa direzione. Controllate che nessun foglio resti fermo e che tutti abbiano il tempo di aggiungere qualcosa. Se qualcuno non sa cosa fare, suggerite una domanda concreta, come «dove potrebbe trovarsi questo oggetto?» o «che cosa potrebbe comparire accanto?», senza scegliere al suo posto.

Quando i fogli tornano al punto di partenza, esponeteli e lasciate raccontare ai partecipanti come sono cambiati. Chi ha iniziato un’immagine potrebbe non riconoscere più la propria idea: è normale. Potete dare un titolo collettivo a ogni disegno, ma solo dopo averlo aperto o completato, così il titolo non guida i turni successivi. La staffetta riesce quando ogni bambino trova spazio per contribuire, non quando il risultato finale è ordinato.

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