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Gioco del cambio di ruolo tra protagonista e aiutante

📅 4 Novembre 2026✍️ di Redazione⏱️ 4 min di lettura

Nel gioco del cambio di ruolo, un personaggio che di solito aiuta diventa il protagonista della storia, mentre il protagonista iniziale assume il compito di sostenerlo. Per far funzionare lo scambio non basta cambiare i nomi: il nuovo protagonista deve avere un desiderio, una difficoltà e almeno una scelta importante da compiere. Si può giocare a voce, con disegni o con una breve sequenza di vignette, partendo da personaggi inventati dai bambini.

Preparare due personaggi e una missione semplice

Per iniziare, chiedi ai bambini di inventare una coppia con abilità diverse: per esempio una giovane esploratrice che sa leggere le mappe e un piccolo robot che riconosce i suoni. Assegna una missione comprensibile, come ritrovare la strada per una festa nel bosco. Nella prima versione, l’esploratrice guida il viaggio e il robot la aiuta quando sente un indizio. Bastano poche frasi per stabilire la situazione: l’obiettivo è creare una base da trasformare, non scrivere subito una storia completa.

Conviene evitare coppie in cui uno dei personaggi può risolvere tutto da solo. Se ciascuno conosce qualcosa che l’altro ignora, entrambi avranno spazio per agire. Con i bambini più piccoli si possono disegnare i personaggi su due fogli e segnare accanto a ciascuno una capacità e una difficoltà. Chi legge o scrive con maggiore autonomia può aggiungere una frase su ciò che ogni personaggio desidera.

Scambiare i ruoli senza ripetere la stessa storia

Ora il robot diventa protagonista. La sua missione potrebbe essere capire da dove arriva un suono sconosciuto prima che la festa cominci; l’esploratrice lo accompagna e gli offre la mappa quando serve. Lo scambio cambia il centro della storia: il robot decide quale rumore seguire, può sbagliare strada e trova un modo per rimediare. L’aiutante resta attivo, ma non prende la decisione al suo posto.

Per guidare il gioco, poni tre domande in ordine: «Che cosa vuole il nuovo protagonista?», «Quale ostacolo incontra?» e «Quale scelta fa grazie, oppure nonostante, l’aiuto dell’altro?». Se la risposta all’ultima domanda è sempre «ci pensa l’aiutante», prova a rendere l’ostacolo più adatto al nuovo protagonista. Nel nostro esempio, la mappa può mostrare due sentieri, ma solo il robot può scegliere quale suono ascoltare con attenzione.

Un modo rapido per giocare in gruppo è raccontare due scene della stessa avventura. Nella prima, ogni bambino dice una frase su ciò che fa il protagonista; nella seconda, si scambiano i ruoli e si racconta una nuova difficoltà. Non serve che la seconda versione sia «migliore»: è interessante notare quali dettagli diventano importanti quando la storia è vista dagli occhi di chi prima restava sullo sfondo.

Trasformare il racconto in vignette o in un gioco a turni

Per creare una breve storia disegnata, dividi un foglio in quattro vignette: presentazione del nuovo protagonista, comparsa dell’ostacolo, intervento dell’aiutante e scelta finale del protagonista. Anche disegni essenziali funzionano, purché si capisca chi sta agendo. I fumetti già letti possono suggerire domande sui ruoli dei personaggi, ma per questa attività è preferibile inventare personaggi e scene nuovi, senza ricopiare vignette o dialoghi.

Se i bambini preferiscono improvvisare, assegna a ciascuno un personaggio e interrompi la scena prima di una decisione. Chi interpreta il protagonista sceglie cosa fare; chi interpreta l’aiutante può offrire un’informazione, un oggetto o una domanda, ma non imporre la soluzione. Poi si invertono le parti. Questa regola rende concreto lo scambio e dà a entrambi l’occasione di guidare il racconto.

Osservare che cosa cambia e adattare la difficoltà

Alla fine, confrontate le due versioni con domande semplici: chi prende le decisioni, chi affronta l’ostacolo e che cosa scopriamo di nuovo sull’ex aiutante? Se un personaggio resta senza nulla da fare, si può cambiare la missione o attribuirgli una conoscenza utile. Non occorre giudicare quale ruolo sia più importante: il gioco serve a vedere come una storia cambia quando si dà voce a un altro personaggio.

Per chi è alle prime esperienze, è sufficiente raccontare oralmente una scena per ciascun ruolo, magari indicando i personaggi disegnati mentre parlano. Con bambini pronti a una sfida maggiore, si può mantenere identico l’ostacolo nelle due versioni e cambiare soltanto chi guida l’azione. In questo modo diventa più facile osservare la differenza tra ricevere aiuto e lasciare che qualcun altro risolva tutto.

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