Storia a bivi per bambini: come creare cinque carte che cambiano il finale ogni volta

Per creare una storia a bivi con i bambini non serve scrivere un libro intero. Bastano cinque carte ben pensate, ciascuna con una scelta capace di spostare la trama in una direzione diversa. Le stesse carte possono essere riutilizzate ogni volta, cambiando ordine e combinazione.
Prima carta: chi incontriamo?
La prima carta introduce un personaggio inatteso: un drago timido, una bibliotecaria che conosce una porta segreta, un robot con la memoria confusa o un animale parlante. Il bambino sceglie chi compare e adatta la storia alla nuova presenza.
Seconda carta: dove andiamo?
Bosco, castello, stazione spaziale o città sotterranea: cambiare luogo costringe a reinventare ostacoli e possibilità. Anche una storia iniziata allo stesso modo prende subito un tono diverso.
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Manca la vignetta centrale: partire dall’inizio e dalla fine per inventare il passaggio che le collegaTerza carta: qual è il problema?
È scomparsa una chiave? Qualcuno ha perso la strada? Una festa rischia di saltare? Meglio scegliere problemi risolvibili e non troppo spaventosi, così l’attenzione resta sul gioco e sulla fantasia.
Quarta carta: quale oggetto può aiutare?
Una lente, una corda, una mappa incompleta o una scatola musicale. L’oggetto non deve risolvere automaticamente tutto: deve offrire un’idea. Il bambino decide come usarlo e diventa coautore della soluzione.
Quinta carta: che finale vogliamo?
L’ultima carta non contiene il finale già scritto, ma il suo tono: divertente, misterioso, sorprendente, tranquillo oppure con una nuova missione. In questo modo la storia rimane aperta fino all’ultimo.
Per rendere il gioco più dinamico si possono preparare tre alternative per ogni carta e pescare a caso. Con pochi cartoncini nascono moltissime combinazioni. Se un bambino inventa una possibilità non prevista, ancora meglio: le carte non servono a controllare la fantasia, ma a darle un punto da cui partire.
Foto: MCL Media library, MCL internal media library.

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