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Come riconoscere il narratore in una storia a fumetti

📅 30 Ottobre 2026✍️ di Redazione⏱️ 4 min di lettura

Per riconoscere il narratore in una storia a fumetti, cerca chi fornisce informazioni al lettore senza parlare necessariamente con gli altri personaggi. Spesso la sua voce compare in un riquadro separato dalle nuvolette dei dialoghi, ma la forma grafica da sola non basta: bisogna leggere le parole e chiedersi chi potrebbe pronunciarle. A volte il narratore è un personaggio della storia; altre volte è una voce che racconta gli eventi dall’esterno.

Parti dalle parole, poi osserva dove sono scritte

Leggi una vignetta alla volta. Se trovi una frase come «Il mattino seguente, il cortile era deserto», quella voce sta raccontando quando e dove accade qualcosa: è un buon candidato per essere il narratore. Se invece una frase dice «Vieni a vedere!» ed è collegata con una coda a un personaggio, di solito è un dialogo. La domanda più utile è: queste parole sono rivolte agli altri personaggi o aiutano me, lettore, a seguire la storia?

Il testo narrativo compare spesso in una didascalia, cioè un riquadro posto dentro o accanto alla vignetta. Può presentare un luogo, segnalare un salto nel tempo oppure aggiungere un pensiero su ciò che accade. Le nuvolette, chiamate anche balloon, ospitano più spesso parole pronunciate o pensate dai personaggi. Sono indizi utili, non regole infallibili: un fumetto può cambiare colori, forme e posizione dei testi per ottenere un effetto particolare.

Per questo conviene controllare anche il disegno. La coda di una nuvoletta indica generalmente chi sta parlando. Una didascalia, invece, non ha bisogno di puntare verso qualcuno. Se il testo dice «Intanto, dall’altra parte del parco…» e la vignetta mostra un nuovo luogo, probabilmente sta guidando il passaggio da una scena all’altra. Se una frase breve compare su un cartello disegnato nella scena, non è la voce del narratore: è qualcosa che i personaggi potrebbero vedere.

Scopri se il narratore è un personaggio

Un narratore può raccontare la propria avventura. Immagina una vignetta con un bambino che entra in una soffitta e un riquadro che dice: «Quel giorno non sapevo ancora cosa avrei trovato». Il verbo «sapevo» suggerisce che a raccontare sia qualcuno che ha vissuto la vicenda, forse proprio il bambino raffigurato. Per verificarlo, leggi le vignette successive: se la voce usa ancora «io» e descrive ricordi compatibili con quel personaggio, l’ipotesi diventa più forte.

Se invece il testo dice «Marta aprì la porta senza accorgersi del gatto nascosto», la voce parla di Marta dall’esterno. Può persino rivelare al lettore qualcosa che Marta non sa. Non occorre darle un nome o immaginare che sia una persona invisibile nella stanza: «narratore» indica la voce che organizza il racconto, non per forza un personaggio disegnato.

Fai attenzione a un caso che può confondere: un personaggio può pensare «Spero che nessuno mi veda» dentro una nuvoletta del pensiero. Quella frase ci fa conoscere i suoi pensieri, ma non basta a renderlo il narratore dell’intera storia. Per capirlo, verifica se la stessa voce accompagna altre vignette, racconta eventi che non vediamo o collega momenti diversi dell’avventura.

Un’attività per allenare l’occhio

Disegna tre vignette semplici: nella prima una bambina perde una matita, nella seconda la cerca, nella terza la trova sotto un libro. Aggiungi nella prima una nuvoletta con «Dov’è finita?», nella seconda un riquadro con «Cercò dappertutto» e nella terza una scritta sul libro, per esempio «Scienze». Poi chiedi al bambino di indicare quale testo è un dialogo, quale racconta un’azione e quale appartiene a un oggetto della scena. Deve spiegare la scelta usando sia le parole sia la posizione del testo.

Per un secondo giro, sostituisci «Cercò dappertutto» con «Cercai dappertutto». Che cosa cambia? Ora la voce potrebbe appartenere alla bambina che ripensa alla propria ricerca. L’esercizio mostra che una sola parola può modificare il punto di vista, anche quando il disegno resta identico. Se la risposta non è certa, va bene dirlo: alcune storie svelano l’identità di chi racconta soltanto più avanti.

Con i lettori più piccoli, scegli poche vignette con testi brevi e ben separati, così la distinzione tra nuvolette, riquadri e scritte nel disegno rimane leggibile. Non serve copiare pagine di un fumetto: vignette inventate bastano per esercitarsi. L’obiettivo non è indovinare una forma grafica, ma imparare a chiedersi, ogni volta, chi sta dando questa informazione e a chi?

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