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Costruire una città di cartone: attività a più tappe con scatole, pennarelli e personaggi inventati

📅 6 Ottobre 2026✍️ di Redazione⏱️ 2 min di lettura

Una città di cartone è uno di quei giochi che non finiscono quando si termina di costruire. Prima si progetta, poi si assemblano case e strade, infine entrano in scena personaggi, storie e nuove esigenze. È un’attività perfetta da dividere in più tappe, così il progetto può crescere senza trasformarsi in una corsa a “finire tutto”.

Prima tappa: scegliere che città sarà

Si può iniziare con poche domande: è una città sul mare, in montagna, nello spazio o nel futuro? Chi ci vive? Quali luoghi non possono mancare? Non serve disegnare una pianta perfetta: basta decidere due o tre elementi chiave, come una piazza, una scuola, un parco o una stazione.

Seconda tappa: trasformare le scatole

Scatole di cereali, confezioni leggere e piccoli cartoni diventano edifici. I pennarelli servono per finestre, insegne inventate e decorazioni; pezzi di carta possono aggiungere tetti, balconi e porte. Per i bambini più piccoli è meglio che tagli e strumenti vengano gestiti da un adulto.

L’idea di costruire con materiali semplici è usata anche in contesti educativi museali: il Metropolitan Museum of Art ha creato spazi di apprendimento in cui bambini e famiglie sperimentano costruzioni con scatole di cartone, nastro e altri materiali manipolabili.

Terza tappa: collegare gli edifici

Quando le prime costruzioni sono pronte, si passa al territorio. Strisce di carta diventano strade, cartoncini verdi parchi, tappi rotonde o piazze. È qui che emergono problemi interessanti: come si arriva all’ospedale? dove passa l’autobus? serve un ponte?

Quarta tappa: inventare chi ci vive

I personaggi possono essere disegnati su cartoncino, ricavati da pedine già presenti in casa o creati con mollette e piccoli ritagli. Una volta comparsi gli abitanti, la città smette di essere solo un plastico e diventa scenario di gioco narrativo.

Quinta tappa: far succedere qualcosa

Per riaccendere il gioco basta introdurre un evento: arriva una festa, apre un mercato, un ponte viene chiuso, compare un animale smarrito. I bambini devono modificare la città o inventare una soluzione. In questo modo costruzione e racconto si alimentano a vicenda.

Un progetto che può restare aperto

La parte più interessante è non considerare la città “finita”. In una sessione si può aggiungere un quartiere, in un’altra nuovi personaggi, in un’altra ancora un mezzo di trasporto. Il cartone rende tutto modificabile e invita a cambiare idea.

Più che un lavoretto da esporre, la città di cartone diventa così un mondo da usare. Ed è proprio questa continuità, tra progetto, costruzione e storia, a renderla un’attività capace di durare molto più di un pomeriggio.

Foto: MCL Media library, MCL internal media library.

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