Home › Giochi Creativi › Mimo delle emozioni: come preparare le carte e indovinare le espressioni
Giochi Creativi

Mimo delle emozioni: come preparare le carte e indovinare le espressioni

📅 21 Ottobre 2026✍️ di Redazione⏱️ 3 min di lettura

Mimo delle emozioni: come preparare le carte e indovinare le espressioni

Per giocare al mimo delle emozioni bastano carte fai da te con un’emozione scritta o disegnata su ciascuna: a turno, un giocatore ne pesca una e la interpreta senza parlare, mentre gli altri provano a indovinare. La condizione più importante è scegliere emozioni comprensibili per chi partecipa e lasciare spazio a interpretazioni diverse: non esiste un’unica faccia «giusta» per mostrare gioia, paura o sorpresa.

Come preparare le carte delle emozioni

Ritaglia dei cartoncini tutti uguali, così nessuno può riconoscere una carta dal retro. Su ciascuno scrivi il nome di un’emozione in caratteri leggibili; se giocano bambini che non leggono ancora, aggiungi un piccolo disegno oppure fai leggere la carta da un adulto che non partecipa all’indovinello. Parti da parole familiari, come gioia, tristezza, rabbia, paura, sorpresa e disgusto. Quando il gruppo ha preso confidenza, puoi aggiungere emozioni più sfumate, come imbarazzo, orgoglio, delusione o sollievo.

Evita di riempire il mazzo di sinonimi difficili da distinguere durante un mimo. È più utile avere poche carte chiare e ripeterle: la stessa emozione può essere rappresentata in modi differenti. Per rendere le carte riutilizzabili, scrivile su cartoncino robusto e conservale in una busta. Prima di iniziare, mostra l’elenco delle emozioni presenti nel mazzo: i giocatori sapranno quali risposte cercare, senza conoscere la carta pescata.

Le regole per giocare a turno

Mescola le carte e disponile coperte. Chi è di turno ne pesca una senza mostrarla, pensa per un momento a come rappresentarla e poi usa viso e corpo, ma non parole o suoni. Gli altri propongono una risposta alla volta. Quando qualcuno indovina, la carta viene scoperta e il turno passa a un altro giocatore. Per un’attività collaborativa non serve assegnare punti: l’obiettivo è capire quali indizi hanno aiutato il gruppo.

Stabilisci prima se sono ammessi gesti che raccontano una situazione. Se la regola è «solo espressioni», chi mima può usare sopracciglia, bocca, sguardo e postura, ma non fingere, per esempio, di aprire un regalo. Se invece ammettete piccole scene mute, l’indovinello diventa più facile. Mantieni la stessa regola per tutti e, se una carta risulta troppo difficile, permetti di cambiarla senza penalità.

Come indovinare senza affidarsi a una sola smorfia

Invita chi osserva a guardare l’insieme degli indizi: occhi spalancati, spalle sollevate e un passo indietro possono suggerire paura, mentre occhi spalancati e corpo proteso in avanti possono far pensare a sorpresa. Anche il contesto mimato, quando è consentito, aiuta. Non occorre trasformare questi segnali in definizioni rigide: persone diverse esprimono la stessa emozione in modi diversi, e una singola espressione può avere più significati.

Dopo la risposta, chiedi a chi ha mimato che cosa voleva mostrare e agli altri quale dettaglio li ha guidati. Se qualcuno dice «rabbia» davanti a una carta «delusione», si può parlare della somiglianza tra le due interpretazioni invece di limitarsi a dire che ha sbagliato. Questo breve scambio rende il gioco più interessante delle sole risposte corrette e aiuta a trovare nuove idee per il turno successivo.

Adattare il gioco al gruppo

Con i più piccoli usa poche emozioni ben distinte e lascia le carte visibili come promemoria delle possibili risposte. Con giocatori più esperti puoi aggiungere carte sfumate o chiedere di interpretare la stessa emozione in due modi diversi. Se il gruppo è numeroso, divídilo in piccoli turni di osservazione: così tutti hanno occasione di mimare e di proporre una risposta, senza doversi far sentire sopra gli altri.

Non chiedere ai partecipanti di raccontare esperienze personali per spiegare una carta e non commentare il loro aspetto con frasi come «tu fai sempre quella faccia». Chi non vuole mimare può pescare le carte, leggere le risposte o osservare. Il gioco funziona meglio quando interpretare un’emozione è un esperimento creativo, non una prova su come una persona dovrebbe sentirsi o apparire.

Redazione

Redazione del sito.

Torna in alto